Oltre i Confini Fisici: Perché la Sola Localizzazione non Garantisce la Sovranità dei Dati Pubblici
1. L’Illusione del Presidio Geografico
Il vantaggio puramente apparente che il dato sia localizzato fisicamente all’interno del territorio italiano non potrà mai soddisfare, da solo, il requisito sostanziale di sovranità per i dati strategici della Pubblica Amministrazione. La presenza di data center nazionali non scherma l’infrastruttura logica da ingerenze esterne, qualora la gestione tecnologica e le licenze dello stack rimangano saldamente in mano ad attori extra-UE.
2. Lo Stallo dell’EUCS e il Rischio di Accessibilità
Questo limite emerge con maggiore gravità nel rinnovato e teso panorama geopolitico contemporaneo. In scenari di crisi internazionale o conflitti di giurisdizione, le informazioni – ancorché protette da crittografia – corrono il rischio concreto di non essere più disponibili, accessibili o reversibili per lo Stato sovrano. Questa vulnerabilità sistemica è al centro dell’acceso dibattito a Bruxelles ed è, di fatto, la causa primaria del mancato accordo politico sul nuovo Schema Europeo di Certificazione della Sicurezza Cloud (EUCS).
3. Asimmetrie di Mercato: Costi vs Perdite GAFAM
Una certa narrativa industriale tende a dipingere la sicurezza e l’autonomia dei servizi cloud come un mero centro di costo improduttivo per le casse dello Stato. Al contrario, l’esclusione dai dati pubblici e strategici europei rappresenta una netta e pesante perdita di fatturato per i colossi GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) che dominano in regime oligopolistico il cloud globale.
La Francia conserva una lucida e storica consapevolezza di questa dinamica di potere economico, difendendo barriere d’accesso stringenti. È auspicabile che anche l’Italia maturi rapidamente questa stessa postura dottrinale, superando l’approccio formale della territorialità del server per tutelare la reale indipendenza applicativa e infrastrutturale del Paese.