OpenAI, la startup da 500 miliardi di dollari dietro ChatGPT, ha siglato un accordo multimiliardario con Broadcom per sviluppare e distribuire 10 gigawatt di chip AI personalizzati nei prossimi quattro anni. Nel frattempo, l’Unione Europea ha lanciato le “antenne AI” per democratizzare l’accesso alle sue AI Factories, mentre l’Italia, con il Ministro della Difesa Guido Crosetto, denuncia i rischi della “guerra cognitiva”.
L’accordo OpenAI-Broadcom segna un passo cruciale per soddisfare la fame di potenza computazionale dell’AI. OpenAI, con 800 milioni di utenti settimanali, progetterà GPU integrate con le lezioni apprese dai suoi modelli frontier, mentre Broadcom, specializzata in chip custom, si occuperà della produzione. I chip, pronti dalla seconda metà del 2026, alimenteranno data center di OpenAI e di terze parti, basati su tecnologia Ethernet di Broadcom. Con un totale di 26 gigawatt di capacità computazionale già contrattualizzati (inclusi 10 GW con Nvidia e 6 GW con AMD), OpenAI punta a un’espansione senza precedenti, con un fabbisogno finanziario di centinaia di miliardi. Le azioni di Broadcom sono schizzate del 10% in poche ore, consolidando la sua capitalizzazione a 1,5 trilioni di dollari. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato l’obiettivo di 250 gigawatt entro il 2033, un piano da oltre 10 trilioni di dollari che richiede nuovi strumenti di finanziamento.
Parallelamente, l’Europa non resta a guardare. La Commissione Europea ha annunciato l’assegnazione di “antenne AI” a 13 paesi, tra cui sette membri UE (Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Malta, Slovacchia) e sei extra-UE (Regno Unito, Svizzera, Islanda, Moldavia, Macedonia del Nord, Serbia). Queste strutture fisiche, finanziate con un budget di 70 milioni di euro, offriranno accesso remoto a supercomputer come Jupiter (Germania) e LUMI (Finlandia), garantendo formazione, supporto algoritmico e accesso a talenti. L’obiettivo è chiaro: colmare il divario con USA e Cina, rafforzando gli ecosistemi AI nazionali senza richiedere investimenti proibitivi in hardware.
Ma l’AI non è solo innovazione: è anche un’arma geopolitica. In un’intervista a Il Foglio, il Ministro Crosetto ha denunciato la “guerra ibrida” che mina le democrazie attraverso cyberattacchi e disinformazione. Ha citato la penetrazione cinese in Africa, che plasma narrazioni anti-occidentali per i 3,7 miliardi di abitanti previsti nel 2100, e la manipolazione russa sulle perdite in Ucraina (1,1 milioni di morti, percepiti come “qualche migliaio”). L’Italia sta creando un centro di guerra ibrida per coordinare difesa e intelligence, ma Crosetto lamenta l’impossibilità normativa di “reagire” attivamente. La vera minaccia per l’Europa, oltre al fronte russo, è perdere competitività economica: “La ricchezza e il PIL pro capite sono a rischio”, ha avvertito.Questi eventi delineano un futuro in cui l’AI è al contempo opportunità e campo di battaglia. OpenAI e Broadcom accelerano la rivoluzione tecnologica, l’UE investe in sovranità digitale, e l’Italia chiede un cambio di mentalità per affrontare la guerra cognitiva.